
Il Comune di Bologna ricorda Marco Biagi, assassinato il 19 marzo del 2002
Leggi l'articolo →
La sera, oppure in pausa lavoro. Da soli, o con l’aiuto di un familiare. Ma, soprattutto, a casa. E quindi in un ambiente accogliente e tranquillo. D’ora in poi, in Emilia-Romagna sarà più facile effettuare la dialisi a domicilio; una pratica già sperimentata da oltre 300 pazienti, con un’organizzazione diversa a seconda dell’Azienda sanitaria di riferimento. Con l’approvazione, da parte della Giunta regionale, delle Linee di indirizzo per le Aziende sanitarie, l’obiettivo è stabilire regole e opportunità uguali per tutti.
“La dialisi a domicilio – sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi – costituisce una forma ottimale di terapia: rappresenta, infatti, una migliore riabilitazione del paziente, perché permette un’integrazione più forte nel contesto in cui vive e offre la possibilità di mantenere un’attività lavorativa e sociale. Significa anche- aggiunge l’assessore- una responsabilizzazione del malato per il buon esito della terapia, e un’ottimizzazione dell’uso complessivo delle risorse”.

Ospitavano e minacciavano una famiglia di clandestini macedoni. Titolari di un’azienda agricola accusati di caporalato
Leggi l'articolo →Il testo approvato dalla Giunta persegue le tematiche indicate nel “Documento di indirizzo per la Malattia renale cronica” del ministero della Salute, approvato in Conferenza Stato-Regioni nel 2014. “In questo modo- chiude Venturi- avviamo e consolidiamo percorsi virtuosi che consentono una maggiore ‘delocalizzazione’ del paziente in dialisi, promuovendo trattamenti di tipo decentrato, in particolare la dialisi peritoneale e l’emodialisi domiciliare”.
I dializzati in Emilia-Romagna sono circa 3.900, di cui 310 già in trattamento a casa. Con l’Aned (Associazione nazionale emodializzati) e l’Antr (Associazione nazionale trapiantati di rene), l’assessorato regionale alle Politiche per la salute ha condiviso l’opportunità di sviluppare la dialisi a domicilio, stabilendo regole e opportunità omogenee sul territorio. Tutte le Aziende sanitarie regionali dovranno dotarsi di un “ambulatorio pre dialisi”, dove accogliere i pazienti e spiegare le diverse modalità di trattamento (ospedale, casa), e fare in modo che i percorsi diagnostico-terapeutici per le persone con insufficienza renale siano uniformi in tutta l’Emilia-Romagna. Dovranno, inoltre, organizzare corsi di abilitazione per la figura del caregiver, in modo da svilupparne competenze e abilità.
I pazienti potranno fare la dialisi a casa nel momento della giornata in cui è più vantaggioso per loro (la sera, in pausa lavoro), e con la modalità preferita (da soli o con l’aiuto di un familiare). Le Linee di indirizzo prevedono, inoltre, che possano essere effettuati a domicilio entrambi i tipi di dialisi esistenti: la peritoneale – che ha una metodica più semplice – e la vera e propria “emodialisi”, che viene fatta attraverso il cosiddetto rene artificiale, cioè la macchina dialitica.
Le Aziende sanitarie forniranno ai pazienti tutto il materiale necessario per svolgere il trattamento a domicilio (liquidi dialitici, macchine in caso di emodialisi). Intercent-ER, l’Agenzia per lo sviluppo dei mercati telematici della Regione Emilia-Romagna, ha l’incarico di effettuare una gara per la fornitura del materiale che valga per tutte le Aziende. Per chi effettua la dialisi a domicilio la delibera prevede anche un contributo forfettario da parte del Servizio sanitario regionale relativo ai costi delle utenze domestiche (acqua ed elettricità): 228 euro all’anno per i pazienti in dialisi peritoneale e 350 euro per quelli in emodialisi.
(13 ottobre 2017)
©gaiaitalia.com 2017 – diritti riservati, riproduzione vietata




