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È una discriminazione non tollerabile - dichiara Monica Ottaviani, segretaria generale della FLC CGIL dell'Emilia Romagna - che... →
Le parole dell’immigrata albanese e i suoni del terzetto jazz: una sarabanda che mescola tradizione e modernità, vicenda personale e storia europea, discorso sull’emigrazione e riflessione sulla diversità. “Sarabanda postcomunista” è in scena a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; tel. 051.566330; www.teatridivita.it), da martedì 28 a giovedì 30 marzo (ore 21). In scena, Luz Beatriz Lattanzi, Marcello Mocchi, Matthieu Pastore, Daniele Pitari. Regia di Pablo Solari. Produzione MaMiMò, in collaborazione con Arte Combustibile e La Corte Ospitale – Residenza 2016.
Uno spettacolo che ha al suo attivo il fatto di essere stato finalista al Premio Riccione Tondelli e al Premio Scenario, e di aver vinto il bando Migrarti del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.
Al termine della replica di domenica, è previsto un incontro con la compagnia.
Un monologo in jazz. Una biografia traslata e musicata sul tema delle radici. Sulla condizione dell’emigrare/immigrare, sull’incertezza di questo doppio passo. Il passo forzato verso la nuova terra, la nuova cultura, e il desiderio di ritrovarsi e riconoscere le proprie radici.
La drammaturgia non punta alla polemica sociale ma gioca con i luoghi comuni sulla diversità, con la ricchezza di dettagli e lo sguardo straniato di chi li affronta ogni giorno in prima persona. Lo spettacolo si compone di racconti, brani, suoni e ritmi della tradizione popolare albanese rivisitati in chiave contemporanea.
E’ il risultato dell’incontro tra un’attrice e violista classica albanese, immigrata da più di dieci anni, e tre musicisti italiani di estrazione squisitamente jazzistica. Terreno comune della ricerca è il tentativo di intrecciare il suono alla parola, di farle fluire naturalmente in racconti di stupore e danze animate. Nina è un personaggio che porta dentro di sé due mondi: la modernità e la tradizione, l’Albania di oggi e quella del regime, l’Italia immaginata e quella vissuta. Affronta con divertimento e cinismo un naufragio.
E’ espressione di chi una terra non l’avrà mai, se non quando batterà il piede per tenere il ritmo della sua musica.
“Sarabanda postcomunista”
concerto-teatro jazz tra Italia e Albania
tra modernità e tradizione
Teatri di Vita, Bologna, 28-30 marzo 2017
(22 marzo 2017)
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