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Bandi, risorse e ruolo dell’assessore Bruna Gambarelli, nota dell’amministrazione comunale di Bologna

di Gaiaitalia.com

 

 
In merito ad alcuni articoli di stampa usciti negli ultimi giorni, l’amministrazione comunale di Bologna chiarisce che i contributi agli operatori culturali del territorio vengono decisi in seno a commissioni tecniche di valutazione dei progetti, così come prevede la legge, che vieta agli assessori di essere componenti delle commissioni. Dunque vengono seguite procedure pubbliche che garantiscono la massima trasparenza, e tutti gli atti amministrativi sono sottoscritti dal Capo Area.

Il ruolo della giunta. La giunta comunale ovviamente ha il compito di esplicitare strategie e indirizzi, su proposta dell’assessore, e verificare la coerenza dei bandi con le linee di mandato e con il Documento Unico di Programmazione (Dup).

La delibera del 2014. Nel caso dello spazio DOM-La cupola del Pilastro, al Quartiere San Donato-San Vitale, una delibera del 2014 lo inserisce nel “Sistema teatrale cittadino” insieme a Teatri di Vita, Teatro San Leonardo (ex chiesa), Teatro San Leonardo (laboratorio), Casa delle culture e dei teatri-Teatro Ridotto, Piccolo Teatro del Baraccano e Teatro Testoni. Questi spazi sono patrimonio del Comune di Bologna che “ha storicamente rinunciato alla gestione diretta” a favore di una “gestione sussidiaria” da parte di operatori culturali del territorio selezionati in ragione della loro consolidata esperienza professionale, riconosciuta e accreditata con continuità anche da organismi nazionali e internazionali, e che con le loro attività svolte negli immobili di proprietà comunale “contribuiscono alla realizzazione della politica culturale dell’amministrazione, di cui sono strumento, e hanno finalità istituzionali coerenti con gli obiettivi dell’amministrazione stessa”. La delibera del 2014 sancisce inoltre che il rapporto tra il Comune di Bologna e i gestori di questi spazi teatrali sia regolato da specifiche convenzioni che diano “continuità e stabilità al Sistema teatrale cittadino”. I gestori in questione sono: Soc.Coop.L’Altra (Teatri di Vita); associazione culturale Ateliersì (Teatro San Leonardo laboratorio); associazione culturale Pierrot Lunaire (Teatro San Leonardo ex chiesa); associazione culturale Teatro Ridotto (Casa delle culture e dei teatri, Teatro Ridotto); associazione culturale Perséphone (Piccolo Teatro del Baraccano); associazione culturale Laminarie (DOM-La cupola del Pilastro). A questi si aggiunge la società cooperativa La Baracca per il Teatro Testoni. Lo stesso documento del 2014 prende atto delle specifiche convenzioni attraverso cui i soggetti gestori ricevono un contributo economico dal Comune (nel caso di Laminarie il primo contributo è stato approvato da una delibera di giunta il 19 novembre 1996) per le attività realizzate negli spazi teatrali citati, e inoltre delibera di procedere, per ogni immobile, alla sottoscrizione di un’ulteriore convenzione.

I tre bandi. Venendo alle scelte dell’attuale giunta in materia di indirizzi e strategie per la programmazione culturale in città, occorre precisare che sono aperti due avvisi pubblici, in scadenza 24 marzo prossimo: uno, inedito, per la selezione di progetti culturali a carattere continuativo (aperto a realtà attive da almeno cinque anni oppure da almeno un anno) e l’altro per la selezione di progetti di attività in spazi teatrali. L’obiettivo è promuovere e sostenere i progetti selezionati con accordi poliennali, una strategia che permette di consolidare e valorizzare esperienze di eccellenza e far crescere le nuove progettualità, attraverso il sistema delle convenzioni.

Infine uscirà a giorni l’avviso pubblico per selezionare rassegne culturali itineranti nel periodo estivo, per valorizzare luoghi inediti o poco conosciuti della città di Bologna, con un occhio di riguardo per le zone attigue alle nuove centralità periferiche, attraverso eventi che esprimano i diversi linguaggi della cultura contemporanea.

Il Comune dunque cerca lavori curatoriali su luoghi inediti della città, per declinare anche attraverso le rassegne culturali estive la strategia principale adottata sulla programmazione culturale in questo mandato amministrativo: l’attenzione ai luoghi, in particolare a quelli che già rientrano nei progetti di rigenerazione urbana oppure sono oggetto di grandi investimenti come quelli del PON Metro e del piano di rilancio delle periferie. Il lavoro principale sui luoghi sarà condotto insieme alle realtà storicamente legate da un rapporto di convenzione con il Comune di Bologna in ragione delle loro esperienze di eccellenza e rilevanza nel panorama culturale cittadino.

La rassegna estiva. Dunque la programmazione estiva prenderà corpo dall’intreccio di questi tre bandi e dal lavoro con le realtà individuate come parte integrante del sistema culturale cittadino. L’obiettivo è superare il concetto di “cartellone estivo” per passare a una vera e propria rassegna creata appositamente per portare contenuti culturali in un selezionato numero di luoghi, gli stessi indicati come prioritari nelle linee programmatiche dell’attuale amministrazione.

 

 

(7 marzo 2017)



 

 

 

 

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