
di Giancarlo Grassi #Bologna twitter@bolognanewsgaia #Politica

Ordinanza regionale. Eventi sportivi, fino a 1000 spettatori all’aperto e 200 per quelli indoor, distanziamento e posti assegnati, previste delle deroghe
Leggi l'articolo →E’ arrivata la guasconata di fine campagna elettorale con Matteo Salvini il Proibizionista che, al Pilastro di Bologna, con codazzo di giornalisti, accoliti, fan accaniti e protetto dalle forze dell’ordine, ha citofonato ad una famiglia di tunisini chiedendo se era vero che da quella casa si spacciava droga nel quartiere. Un fatto inqualificabile sul quale, dopo le contestazioni dei giovani del quartiere, del Pd e dello stesso sindaco di Bologna Merola, contro il leader leghista si è sollevata un’ondata di indignazione anche fra i deputati del Parlamento tunisino.
E’ il deputato Sami Ben Abdelaali a chiedere a Matteo Salvini scuse ufficiali nei confronti della famiglia tunisina coinvolta nel “blitz” al quartiere Pilastro di Bologna. Sottolineando, dal quotidiano Repubblica, come la sconsiderata azione di Salvini abbia “scatenato una grande protesta unita a manifestazioni di solidarietà nei confronti della famiglia tunisina e del minore citati per nome dall’ex ministro dell’Interno”.
Il deputato tunisino, che risiede a Palermo ed è sposato con una siciliana, ancora su Repubblica, dichiara che “l’attacco diffamatorio nei confronti di una famiglia di lavoratori, oltretutto sferrato da una persona che in Italia ha ricoperto incarichi di governo. Anche se un parente di questa famiglia ha avuto precedenti penali, questo non giustifica una tale campagna di odio. Chi sbaglia deve pagare, ma non possiamo tollerare il discredito sull’intera comunità tunisina che è sana e lavoratrice”.

Patrick Zaki è stato graziato. E’ un gran giorno. Dovrebbe essere in Italia il 22 luglio
Leggi l'articolo →Ecco l’immagine che Salvini regala dell’Italia all’estero. E poi ci si stupisce se si è isolati sul piano europeo ed internazionale. C’è poco da stupirsi. E’ un atteggiamento vergognoso ed inaccettabile che come cittadini, non possiamo accettare in silenzio.
(22 gennaio 2020)
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