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Helena Janeczek a Sassuolo per “11 L’Ora D’Autore”, il 28 ottobre

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di Redazione #Sassuolo twitter@gaiaitaliacomlo #Scritture

 

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Ultimo appuntamento domenica 28 ottobre, con 11 l’Ora d’Autore: la rassegna culturale delle Fiere d’Ottobre realizzata dall’Amministrazione Comunale e curata da Babel Agency. A partire dalle ore 11, nel cortile interno di Palazzo Ducale, la giornalista sassolese Chiara Vecchio Nepita dialogherà con Helena Janeczek, vincitrice del Premio Strega 2018, vincitrice del Premio Bagutta 2018 e finalista al Premio Campiello 2018, che presenterà “La ragazza con la leica” (Guanda).

Il 1° agosto 1937 una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia. Proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto: erano stati felici insieme, lui le aveva insegnato a usare la Leica e poi erano partiti tutti e due per la Guerra di Spagna. Nella folla seguono altri che sono legati a Gerda da molto prima che diventasse la ragazza di Capa: Ruth Cerf, l’amica di Lipsia, con cui ha vissuto i tempi più duri a Parigi dopo la fuga dalla Germania; Willy Chardack, che si è accontentato del ruolo di cavalier servente da quando l’irresistibile ragazza gli ha preferito Georg Kuritzkes, impegnato a combattere nelle Brigate Internazionali. Per tutti Gerda rimarrà una presenza più forte e viva della celebrata eroina antifascista: Gerda li ha spesso delusi e feriti, ma la sua gioia di vivere, la sua sete di libertà sono scintille capaci di riaccendersi anche a distanza di decenni. Basta una telefonata intercontinentale tra Willy e Georg, che si sentono per tutt’altro motivo, a dare l’avvio a un romanzo caleidoscopico, costruito sulle fonti originali, del quale Gerda è il cuore pulsante. È il suo battito a tenere insieme un flusso che allaccia epoche e luoghi lontani, restituendo vita alle istantanee di questi ragazzi degli anni Trenta alle prese con la crisi economica, l’ascesa del nazismo, l’ostilità verso i rifugiati che in Francia colpiva soprattutto chi era ebreo e di sinistra, come loro. Ma per chi l’ha amata, quella giovinezza resta il tempo in cui, finché Gerda è vissuta, tutto sembrava ancora possibile.

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(24 ottobre 2018)

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