di Gaiaitalia.com, #Milano
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Cosa dire di Nanni Svampa se non che è stato uno dei più grandi cantori, anche e soprattutto in senso musicale, della cultura degli ultimi 50 anni? Ricercatore, paroliere, interprete raffinato, musicista colto e intelligente, uomo di teatro: insomma, come direbbero i francesi, alla cui cultura musicale e canzoniera Nanni Svampa era profondamente legato, un homme a toute faire. Nanni Svampa se n’è andato a quasi ottant’anni – era nato il 28 febbraio del 1938 – e lascia la cultura italiana orfana di un grande. Uno degli ultimi.
Protagonista del cabaret milanese e nazionale, con frequentissime incursioni televisive, degli anni ’60 con l’irripetibile gruppo de I Gufi insieme a Gianni Magni (Claudio Bisio subentrò alla morte di questi), Lino Patruno e Roberto Brivio, Svampa era dotato di una voce straordinaria con la quale poteva cantare qualsiasi cosa. Ma lui era legato alla sua città, Milano, ed alla milanesità condita di humour nero, cultura a 360° e a quel tocco di francesità che nel vero uomo di cultura non manca mai.
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O meglio, non dovrebbe mancare mai. Ci mancherà Nanni Svampa…
Per fortuna ci resta il ricordo di quegli ometti vestiti di nero con la bombetta che con irripetibile intelligenza e travolgente humor nero ci facevano sorridere, ridere e rimanere incantati di fronte alla loro sfrontata bravura. Di loro Nanni Svampa era irriducibile anima prima e rappresentante poi. A questo vostro cronista restano anche tutti suoi dischi, cd e tanti ricordi di serate memorabili e di recital che ha regalato negli ultimi decenni,
(27 agosto 2017)
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