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La “morte accidentale di un anarchico” da Dario Fo a Elio Petri nello spettacolo di Collettivo Teatro Immagine nel centenario della nascita di Dario Fo

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di Redazione BO
Un anarchico che vola già dalla finestra della Questura: una “morte accidentale” che ha scatenato dolore, rabbia, sarcasmo. Succedeva nel 1969, tre giorni dopo la strage di Piazza Fontana, agli inizi della famigerata “strategia della tensione”: il capro espiatorio fu Giuseppe Pinelli, e la sua morte diventò una tragica leggenda, che scatenò in prima linea gli intellettuali dell’epoca, a cominciare da Dario Fo (di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita) con l’epocale “Morte accidentale di un anarchico” per proseguire con il docufilm di Elio Petri “Tre ipotesi sulla morte di Pinelli” con Gian Maria Volonté. A ripercorrere quei fatti, che rimangono ancora una ferita aperta, e a ripercorrere il ruolo degli intellettuali nel farsi voce di un nuovo teatro e cinema civile e politico, ecco una giovanissima compagnia, Collettivo Teatro Immagine, guidata da un veterano del cinema e della tv, Marcantonio Graffeo, che è stato tra l’altro proprio aiuto regista di Petri. L’appuntamento con “Tentativo di rappresentazione della morte accidentale di un anarchico” è a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; tel. 333.4666333; teatridivita.it): venerdì 6 marzo alle ore 21, sabato 7 marzo alle ore 20 e domenica 8 marzo alle ore 17.

“Tentativo di rappresentazione della morte accidentale di un anarchico”, che vede in scena Elisabetta Tortora, Silvia Bazzini, Davide Mercuri, Alessandro Pace, Mattia Fato, Greta Egidi, Federico Corsale, Simone Cristiani e Valerio Montanari, con i costumi di Fabio Cicoiani, i contributi musicali di Giorgio Li Calzi, e l’ideazione oggetti di scena di Elena Cecconi, è presentato nell’ambito della stagione del Centro di Produzione Teatrale Teatri di Vita “Nutrimenti di stagione”, realizzata con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna | Settore Cultura e Creatività.

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Un ring al centro: spazio sacro, ma anche luogo del crimine. È “quella stanza” della questura di Milano, che racchiude il segreto di quanto è accaduto. Segreto che, con il susseguirsi di insabbiamenti e depistaggi, si è fatto sempre più nero e inquietante, simbolo di un periodo politico. Il 12 dicembre 1969 si compie la strage di Piazza Fontana, l’avvio degli anni del terrorismo in Italia. Il giorno dopo l’anarchico Giuseppe Pinelli è portato in questura dal commissario Calabresi. La notte del 15 dicembre Pinelli precipita dal quarto piano della questura, passando dalla finestra della stanza del commissario. Il 27 dicembre la vedova Lucia denuncia Calabresi e tutti i presenti in quella stanza di omicidio, sequestro di persona, violenza privata e abuso di autorità.

Tentativo di rappresentazione della morte accidentale di un anarchico nasce dalla recente criminalizzazione degli anarchici, per ricominciare da lì per parlare del potere e della repressione politica nei confronti delle opposizioni e delle minoranze. Lo spettacolo è arricchito da un attento lavoro di ricerca dei testi e dei materiali d’archivio dell’epoca, con alcuni riferimenti importanti, come La strage di Stato e Pinelli. Una finestra sulla strage di Camilla Cederna, e naturalmente due opere del 1970: il testo teatrale di Dario Fo e Franca Rame Morte accidentale di un anarchico e il docufilm di Elio Petri (di cui il regista Graffeo è stato anche aiuto regista) Tre ipotesi sulla morte di Pinelli, con Gian Maria Volontè, Renzo Montagnani e Luigi Diberti.

Il Collettivo Teatro Immagine si è formato per questo spettacolo: sono attori giovanissimi, guidati da Marcantonio Graffeo, autore teatrale e radiofonico e regista televisivo in numerose serie. Nel 1997 riceve la Menzione speciale per la sceneggiatura al Festival del Cortometraggio di Capalbio per il corto 17 febbraio – cinquant’anni nel futuro. A teatro ha realizzato, tra l’altro, Baby Budd per il Gruppo di Sperimentazione Teatrale di Mario Ricci, e L’amico inconsapevole con Sergio Castellitto e Giampaolo Inocentini.

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Teatri di Vita
Centro di Produzione Teatrale
piazzetta Sergio Secci 1 – 40132 Bologna – Italia
tel & fax (+39) 051 6199900
http://www.teatridivita.it

 

 

(27 febbraio 2026)

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