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Cittadinanza onoraria ad Abdullah Öcalan, l’intervento del nipote Ömer Öcalan

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Si è tenuta oggi (14 aprile, ndr), nella sala del Consiglio comunale a Palazzo d’Accursio, la cerimonia di consegna della pergamena con la Cittadinanza onoraria a Abdullah Öcalan, al nipote Ömer Öcalan.

Di seguito l’intervento di Ömer Öcalan.

“Oggi siamo qui per ricevere la cittadinanza onoraria per il nostro presidente Öcalan.
Prima di iniziare, grazie mille al Sindaco di Bologna, alla Vicesindaca, al Consiglio comunale, al gruppo consiliare Coalizione civica, a tutte e tutti i cittadini del comune di Bologna.

Come è stato già detto, nel ‘98 il presidente Öcalan è venuto a Roma per trovare una soluzione politica pacifica per il problema dei Curdi, però purtroppo non è riuscito, non è stato possibile in quel momento. Alla fine l’hanno rapito, è da quasi 26 anni ormai detenuto nel carcere di Imrali.

In tutti questi anni, lui ha comunque cercato una soluzione politica, pacifica e anche di ispirare sia il popolo Curdo che i popoli del Medio Oriente con un nuovo paradigma per la pace e per la giustizia. Öcalan vuole, con il suo movimento, il suo popolo, creare in Medio Oriente un nuovo sistema che deve essere più pacifico e basato su una politica per la pace.

A questo punto, noi chiediamo anche allo Stato italiano di appoggiare questa volontà, di appoggiare questa richiesta di una soluzione politica al problema dei Curdi.
Specifico che oggi siamo qui, nella sala del Consiglio comunale di Bologna ed è abbastanza importante nello specifico per il nostro paradigma, perché noi adesso lavoriamo con i Municipi, con i Comuni per la democrazia come strumento di autogoverno del popolo che vive nel nostro territorio.
Per questo, la cittadinanza onoraria è importante, perché il popolo di Bologna ha dato questa cittadinanza tramite il Consiglio comunale.
Il nostro presidente dice che, se voi volete crescere, dovete lavorare con il popolo, non dovete fare una politica elitaria, una politica distante dal popolo. Aggiungo di essere molto contento che il Consiglio comunale, come anche il Sindaco, sono eletti dai cittadini del Comune di Bologna.
Questo è un punto per noi abbastanza importante, perché noi non chiediamo oggi uno Stato-nazione, però chiediamo di gestire i nostri municipi partendo dalla base, dai quartieri, dai villaggi e così gestire il nostro popolo.

Nella nostra regione i politici parlano troppo, quindi non mi voglio dilungare molto, però, quando sono stato all’isola di Imrali il 23 ottobre, Öcalan ha iniziato a parlare anche dell’Italia e del periodo nel quale è stato a Roma, quasi sessanta giorni, e diceva che in questo periodo sia il governo italiano, ma anche tantissimi politici volevano che lui rimanesse in Italia. Lo hanno appoggiato molto. Però, i poteri forti si sono messi in mezzo. Alla fine ha capito che, se fosse rimasto, sarebbe caduto il governo italiano e sarebbero successi problemi per gli italiani. Per questo motivo decise di lasciare l’Italia, di andare via.
Però mi ha detto: “Se andate in Italia, avevo tanti amici, ho tanti amici italiani, salutate tutti gli italiani”. Per cui nell’occasione di questa cerimonia vorrei, tramite il Comune di Bologna, mandare i saluti del nostro Presidente a tutti i suoi amici politici che in questo periodo lo hanno appoggiato. Un’altra cosa. Vorrei anche chiedere al Governo italiano, come il Comune di Bologna, come il Consiglio comunale oggi ha dato questa Cittadinanza onoraria, di vedere questa cosa, di sapere anche in futuro appoggiare il processo per la pace in Kurdistan.
Ribadisco nuovamente i ringraziamenti al Sindaco, alla Vicesindaca, al Consiglio comunale, a tutte le associazioni che hanno appoggiato la consegna di questa cittadinanza onorario.

Noi siamo un popolo che oggi, pur lottando per la pace, per una soluzione pacifica, non significa che non abbiamo la forza per fare altre cose, però secondo noi le grandi forze devono sempre lavorare per la pace, per avvicinare i popoli, non per i conflitti, non per uccidere, non per spargere sangue.
Oggi la lotta che facciamo in Kurdistan, in Turchia è questo: noi lavoriamo per far vivere, far avvicinare i popoli.
Per quello, quando io tornerò in Turchia e andrò a trovare nuovamente il presidente Öcalan, porterò i saluti di tutti voi, del Comune di Bologna. Grazie mille”.

 

 

(14 aprile 2025)

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