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46° anniversario della Strage di Ustica, le iniziative del 29 luglio al Parco della Zucca
Proseguono gli appuntamenti di Attorno al Museo, rassegna di musica, danza, teatro, performance, poesia a cura dell’Associazione Parenti... →
Hanno cominciato la loro attività il 2 luglio nei luoghi più frequentati del centro storico di Bologna, dove si concentrano le energie per la rigenerazione urbana e per incentivare la frequentazione corretta degli spazi pubblici: piazza Verdi, piazza San Francesco e il Parco della Montagnola. Sono i primi 30 richiedenti asilo, provenienti da Nigeria, Burkina Faso, Gambia, Biafra, Senegal, Guinea, Pakistan e Costa D’avorio e accolti nel progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), che si sono offerti per attività di volontariato sul territorio, grazie al progetto Bologna Si-Cura, che promuove l’integrazione e la collaborazione civica per migliorare la qualità della convivenza e il decoro urbano. Si tratta di 27 ragazzi e 3 ragazze, di età compresa tra i 18 e i 31 anni, che hanno deciso di dare una mano alla comunità che li sta accogliendo nella loro fuga da situazioni di guerra e povertà e lavoreranno a fianco delle associazioni già attive e alle Gev (Guardie Ecologiche Volontarie).
Dopo i primi incontri di formazione a fine giugno, serviti anche a fare squadra, i volontari richiedenti asilo sono partiti da piccoli interventi di cura e pulizia dei beni e degli spazi comuni urbani, ma presto potranno anche occuparsi della pulizia dei graffiti, dopo un’ulteriore fase di formazione.
Il progetto Bologna Si-Cura è guidato dagli assessori comunali alla sicurezza urbana integrata, Alberto Aitini, e al welfare, Giuliano Barigazzi, in collaborazione con Asp Città di Bologna e dopo questa prima sperimentazione si estenderà a tutto il centro storico, ai parchi pubblici e alle periferie dei quartieri, coinvolgendo fino a 150 volontari.
I richiedenti asilo partecipano alle attività in modo volontario e gratuitamente, così come per i cittadini italiani che svolgono le stesse attività. Il progetto è finanziato con risorse comunali per i circa 10.000 euro dei costi assicurativi obbligatori e per la formazione. Altre risorse saranno investite tramite il fondo Fami (Fondo Asilo Migrazione Integrazione) per l’estensione del progetto e per la fornitura di attrezzature e prodotti, come avviene per tutte le altre esperienze di collaborazione civica volontaria.
Consiglio comunale, le delibere approvate. Quattro delibere approvate
Nel corso della seduta di del 27 luglio, il Consiglio comunale ha approvato quattro delibere. La prima delibera,... →
(6 luglio 2018)
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