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Pubblichiamo la notizia della messa in scena di uno spettacolo: i poveracci che lo producono ci intimano di eliminarla

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di Redazione #Modena twitter@gaiaitaliacom #Teatro

 

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Attraverso Facebook giunge in redazione la notizia di uno spettacolo che si terrà nel modenese nel prossimo agosto. La notizia è regolarmente pubblicata su Facebook, quindi è pubblica per scelta della produzione di poveracci che l’hanno messa in scena. Il testo è interessante, l’autore stranoto, il traduttore è un eccellente drammaturgo, che conosciamo pure. Decidiamo quindi di dare visibilità all’evento, ma ci pentiamo dopo poche ore a causa del messaggio privato che ci giunge via Facebook e che ci “intima” di rimuovere l’articolo dal giornale con i termini che potete leggere di seguito:

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… scusate se mi permetto di dirvi che se volevate pubblicizzare il mio spettacolo, sarebbe stato opportuno chiedere prima grazie. Vi prego per tanto di eliminare l’annuncio grazie…

 

L’ometto che si spaccia per uomo di cultura (“per tanto”, racconta già molto), è evidentemente un insensato egopata che trasferisce sul palco sue non bene identificate pulsioni di dominio sull’ambiente circostante, che estende poi agli organi d’informazione – non s’è mai visto che chi mette in scena uno spettacolo pubblico aperto al pubblico poi rimproveri chi rendi pubblica la notizia di uno spettacolo pubblico. Insomma respiro quindi domino il mio ambiente e decido cosa fare di ciò che è mio.

Ne deriva che noi, che facciamo un giornale, dovremmo chiedere il permesso per riprendere una notizia già resa pubblica da un social network con due miliardi di utenti e che i suoi autori hanno postato come pubblica.

Davvero c’è chi non sa che fare della propria esistenza…

Scriviamo queste poche righe solo per sottolineare l’ignoranza profonda che alberga le inutili teste [cit.] di coloro che rendono pubblico per loro scelta ciò che fanno -nel momento in cui pubblicano su un social perdono il controllo di ciò che pubblicano che è da quel momento di pubblico dominio e quindi utilizzabile salvo citare la fonte – e poi intimano a certi organi di informazione di rimuovere la notizia che li riguarda.

A questi poveracci capiterà che qualcuno, magari anche noi perché no, scriverà una recensione così feroce sul loro spettacolino da farli pentire di essere andati in scena, se solo valesse la pena investire qualche euro per foraggiare certa demenza.

Come diceva qualcuno “It takes a fool to remain sane”.

 

 




 

(24 luglio 2018)

©gaiaitalia.com 2018 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 

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