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Parma, tradotta in otto lingue “La nuova Carta dei Diritti della Bambina”

di Redazione #Parma twitter@gaiaitaliacomlo #DirittiUmani

 

Risale al 1 febbraio 2018 l’adozione del Comune di Parma, primo Comune in Italia, della “Nuova carta dei Diritti della bambina” di Fidapa, Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari. La nuova Carta dei Diritti della Bambina rappresenta uno strumento che fornisce una lettura “di genere” dei diritti sanciti dalla Convenzione Onu inerente i diritti della infanzia del 1989. Da cui sono stati estrapolati i principi direttamente finalizzati alla tutela delle bambine e delle ragazze che, nel panorama della infanzia, rappresentano un obiettivo di discriminazione ancora più grave e necessitano pertanto di forme specifiche di protezione.

Il Comune di Parma sostiene e promuove la diffusione della “Nuova carta dei Diritti della bambina” di Fidapa presso i Comuni del territorio parmense e ogni qual volta vi sia l’occasione anche al di là dei confini provinciali.

La nuova Carta dei Diritti della Bambina, nella sua formulazione originaria, è stata presentata ed approvata nel 1997 a Reykjavik, al IX Congresso della B.P.W. Europe (Business Professional Women), organizzato dalla I.F.B.P.W., ONG che lavora in collaborazione con le Nazioni Unite, e alla quale la F.I.D.A.P.A. (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari) è affiliata. Ispirata alla Convenzione ONU del 1989 sui Diritti del Fanciullo, la Carta nasce per incidere sul piano istituzionale, sulle coscienze e stimolare l’opinione pubblica a dibattere delle problematiche e dei diritti legati al genere femminile dall’età zero all’età adolescenziale.

F.I.D.A.P.A. si è fatta, e si farà carico, di promuovere l’adozione della Nuova Carta frutto dei lavori del Meeting delle presidenti europee BPW a Zurigo del 2016. “La nuova Carta dei Diritti della Bambina”, oltre alla versione italiana è disponibile ora anche in tedesco, inglese, francese, spagnolo, portoghese, russo, cinese e arabo. Così la Carta è davvero universale e può essere consultata da tutti

 





(31 dicembre 2018)

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